Al via la nuova rubrica “L’eco del mare: voci per la sostenibilità”
Scoprire il mare per salvare la Terra: i principi dell'Ocean Literacy
Scoprire il mare per salvare la Terra: i principi dell'Ocean Literacy
“Non possiamo proteggere ciò che non conosciamo”. Quante volte ci capita di pensare al mare come a un luogo lontano, fatto di vacanze estive e orizzonti blu? Eppure, il mare è molto di più. È il respiro del pianeta, la culla della vita, il motore silenzioso che regola il clima e la biodiversità. E se è vero che lo conosciamo poco, è altrettanto vero che ne abbiamo un bisogno vitale.
Cos’è l’Ocean Literacy e perché è importante?
L’Ocean Literacy, o alfabetizzazione oceanica, nasce proprio da questa necessità: imparare a conoscere il mare per imparare a proteggerlo. Si basa su sette principi fondamentali che raccontano il legame invisibile ma fortissimo tra l’oceano e la nostra vita quotidiana.
Questi principi sono stati sviluppati da esperti in educazione e scienze marine già nel 2005, ma hanno ricevuto un’ulteriore spinta con il Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile (2021-2030) proclamato dalle Nazioni Unite. Questo grande movimento globale ha rafforzato l’importanza dell’Ocean Literacy, promuovendola come strumento chiave per comprendere e proteggere il mare, coinvolgendo scuole, istituzioni e cittadini in tutto il mondo.
Il Pianeta Blu: un mondo dominato dall’acqua
Il primo principio è semplice: la Terra è un pianeta Blu. Più del 70% del nostro mondo, infatti, è coperto d’acqua, eppure spesso lo dimentichiamo. Il mare regola il clima più di ogni altro elemento del pianeta, ci regala l’ossigeno che respiriamo, assorbe la CO2 e ospita una biodiversità straordinaria. Senza oceani sani, semplicemente, non potremmo esistere. Ma quanto ci pensiamo ogni giorno? Quanto ci rendiamo conto che ogni nostra azione, anche la più piccola, ha un profondo impatto su quel Blu? Dall’uso scellerato della plastica a come scegliamo di spostarci, da quello che mangiamo e cosa compriamo, ogni scelta lascia il segno.
Il mare come regolatore del clima: il ciclo dell’acqua e il legame con l’oceano
Il secondo principio ci ricorda che il mare è il grande regolatore del clima terrestre. Quando ci godiamo un pomeriggio di sole o ci lamentiamo per una giornata di pioggia, spesso dimentichiamo che dietro a quei fenomeni ci sono le correnti oceaniche che trasportano calore e influenzano il meteo di tutto il pianeta. Il terzo principio parla dell’acqua: ogni goccia che beviamo, ogni pioggia che bagna i campi, ha avuto inizio, in qualche modo, nel grande ciclo dell’oceano.
Dalla conoscenza alla responsabilità: le nostre scelte contano
Ma l’Ocean Literacy non è solo conoscenza: è consapevolezza e responsabilità. Vuol dire capire che ogni nostra scelta conta. Vuol dire scegliere meno plastica, preferire il pesce sostenibile o una dieta vegetariana, raccontare ai più piccoli l’importanza del mare. Perché non possiamo difendere quello che non conosciamo. E conoscere il mare vuol dire anche innamorarsene. Sentire l’emozione di una passeggiata sulla spiaggia, il fascino di un’immersione, la magia di un tramonto sul mare. E capire che tutto questo non è scontato.
L’eco del mare: una rubrica per raccontare il mare e proteggerlo
La nuova rubrica di Daily Nautica “L’eco del mare: voci per la sostenibilità“, curata dagli esperti dell’organizzazione internazionale per la protezione dell’ambiente marino Posidonia Green Project, nasce proprio da qui. Per raccontare, storie vere, progetti concreti, idee che fanno la differenza. Per ricordarci che il mare ha bisogno di noi. Ma, soprattutto, che noi abbiamo bisogno del mare.
Perché senza blu, non c’è verde. E senza verde, non c’è vita.